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Crostata di susine scosciamonache


«Autunno. Già lo sentimmo venire / nel vento d'agosto, / nelle piogge di settembre / torrenziali e piangenti...». Quasi un secolo fa Vincenzo Cardarelli nella sua celebre poesia Autunno ricordava le piogge di settembre, che sempre hanno caratterizzato la fine dell'estate. Che dire? Noi ci speriamo in qualche bella acquata settembrina. Dopo un'estate siccitosa come non mai, la terra non chiede altro.

Gli effetti deleteri sulla produzione agricola si sono già sentiti e non mancano neppure quelli sul nostro umore. Tanti di noi tornano a casa dalle vacanze e riprendono il tran tran del lavoro. Come spezzare la monotonia della vita quotidiana in un settembre ancora poco autunnale? Potrà confortarci qualcosa di dolce? Noi delL'Italia nel piatto ci proviamo e questo mese vi proponiamo come tema "Un dolce settembrino".

Nella foto si vede un bricchetto con la crema inglese, che accompagna divinamente questa crostata. La ricetta si trova online, ma non escludo di inserirla nel blog in un prossimo futuro

Per rappresentare la Toscana ho scelto di preparare una crostata di susine scosciamonache. La crostata è, di per sé, una base 'internazionale', ma la susina scosciamonaca o coscia di monaca si trova in Toscana e in poche regioni limitrofe. Ne ho già parlato in un post del 2015, a proposito della confettura (vedi qui). Riporto un brano dal quel post.

«La susina ‘scosciamonaca’ è una varietà di susina spontanea della Toscana e dell’Umbria che si differenzia dalla ‘coscia di monaca’ diffusa in Emilia-Romagna soprattutto per il colore della buccia. La prima ha la buccia rossastra, con sfumature verdi se non è perfettamente matura, e ha la polpa giallo-verde. La seconda è a buccia e polpa gialla.
In Toscana le scosciamonache, con la loro tipica forma ogivale e con il nocciolo perfettamente appuntito alle due estremità, non si trovano nella grande distribuzione ortofrutticola; provengono da frutteti privati o di nicchia, da alberi rustici, molto resistenti ai parassiti.
La loro diffusione è ristretta alla parte meridionale della regione, nel grossetano e nel senese. Il mese della raccolta è agosto, soprattutto la seconda metà. Ho avuto occasione di trovarle sia al mercato di Marina di Grosseto su un banchetto di “Campagna amica”, provenienti da Roccastrada, sia in un supermercato di Grosseto, provenienti da Gavorrano».
 
Anche quest'anno stessa provenienza. Quelle che ho usato per la crostata, comprate a metà agosto, vengono da Gavorrano (GR), quelle nella foto qui sotto invece, più mature, provengono da Roccastrada (GR), ma le ho trovate addirittura in un supermercato di Firenze, nel settore bio. Cosa strana, evidentemente la distribuzione si è allargata.

Aggiungo qualche altra notizia, in particolare sul nome e su altre zone di diffusione.

Alcuni sostengono che il frutto del Prunus domestica sia stato in passato simbolo dell'organo sessuale femminile, perché su una casa di piacere di Ercolano è stata trovata la rappresentazione di un piatto di prugne fumanti. Questa allusione si sarebbe conservata a lungo, perché ai tempi di Shakespeare i postriboli esponevano come insegna un piatto di prugne cotte. Qualcuno infine, per gioco o per desiderio di trasgressione, avrebbe attribuito il nome di coscia di monaca o scosciamonaca a questo tipo di susina.

Altre zone toscane dove sono diffusi varietà o ecotipi dell'albero della coscia di monaca, che non ho citato 7 anni fa, sono la Garfagnana (nord-ovest della Toscana), dove si trova anche il tipo giallo, San Miniato in provincia di Pisa (susina amoscina nera, moscina o moscia, inclusa nell'elenco dei PAT) e Montepulciano (SI). Si trova anche nel Lazio nel comune di Ponzano Romano e, con nome simile (coscia delle monache), nel comune di Vetralla (VT).

Queste notizie sono tratte dal web. In un sito ho trovato citati anche dei libri che non mi sono ancora potuta procurare, ma che sembrano molto interessanti. Vedi qui alla fine dell'articolo. Interessante, ben fatto e ricco di notizie è questo video sulla susina mascina (non moscina) di Montepulciano, che per il nome mi fa pensare a una derivazione dal prunus damascena latino (in greco δαμασκήνη), susino selvatico originario di Damasco. Ιn Piemonte e Liguria il susino damaschino o dalmassino, ramassin o gramassin, ha anch'esso con frutto oblungo simile alla coscia di monaca, ma di colore viola intenso uniforme e con maturazione tardiva in settembre.

Passo alla ricetta di questa crostata con base di pasta frolla che, da un punto di vista estetico, deve tutto alla forma particolare delle scosciamonache e alle decorazioni di pasta, ottenuta con gli appositi stampini a espulsione che ho acquistato tramite Amazon. Quanto alla bontà, potete solo immaginarla. Le susine scosciamonache sono disposte su uno strato di marmellata di arance che contrasta meravigliosamente con la leggera acidità di questi frutti.
 
INGREDIENTI per una tortiera di 27 cm di diametro
 
400 g di farina 00
200 g di burro di alta qualità (burro di centrifuga)
200 g di zucchero semolato
4 tuorli
Scorza di 1 limone grattugiata

300 g di marmellata di arance con scorze
700 g di susine scosciamonache (probabilmente vi avanzeranno, ma è necessario averle per scegliere le meno mature)

 
PROCEDIMENTO
 
– Preparate la pasta frolla: amalgamate lo zucchero con il burro tagliato a cubetti, la farina, i tuorli e la scorza di limone, lavorando l'impasto per il minimo tempo necessario per ottenere un panetto compatto. Avvolgete il panetto nella pellicola e mettetelo in frigorifero per mezz'ora.
 
– Nel frattempo tagliate a metà circa 30 susine fra quelle meno mature e privatele dei semi. Capovolgetele su carta da cucina in modo da farle un po' asciugare.

– Stendete il panetto di frolla tra due fogli di carta forno fino a un'altezza di 4 mm. Rivestite con la pasta frolla una teglia bassa di 26/27 cm di diametro. Tagliate la pasta in eccesso sui bordi e rimettetela in frigorifero per 10 minuti avvolta nella pellicola. Bucherellate la base della frolla e stendetevi sopra la marmellata.
 
– Estraete dal frigo la frolla avanzata, stendetela e ritagliate foglie e fiori con gli appositi stampini, o altre decorazioni che preferite. Disponete le decorazioni lungo il bordo della crostata, poi le mezze susine a raggiera, intervallando, se volete, qualche altra foglia di pasta frolla e mettendo un fiore di frolla al centro. Rimettete in frigo e accendete il forno a 180° C.
 
– Quando il forno è caldo, inserite la crostata e fatela cuocere per 30/35 minuti. Se vedete che durante la cottura le susine rilasciano troppo liquido, cospargetele con uno o due cucchiai di zucchero. Si formerà una sorta di sciroppo.

Ed ecco, per finire in bellezza, un carrello di dolci settembrini tutto italiano.
 
Valle d’Aosta. Torta di mele valdostana 
Liguria. Crostatine alle pesche
Lombardia. I sugoli mantovani al mosto d’uva
Trentino-Alto Adige. Crostata di mirtilli e more
Veneto. Schiacciata bavarese con le susine gialle di Lio Piccolo
Friuli Venezia Giulia. Sorbetto di susine alla grappa 
Emilia-Romagna. Il dolce delle zitelle
Umbria. Crostata di farro ai fichi e noci
Marche. Lonzino di fico
Lazio. Plumcake alle pere
Abruzzo. Biscotti ripieni ai fichi
Molise. Piccillati molisani
Campania. Plumcake con la confettura di uva fragola
Puglia. Bicchieri di crema con fichi e percoche di Turi 
Basilicata. Fichi caramellati al vino rosso
Calabria. I ‘mpipatiaji
Sicilia. La mostarda siciliana
Sardegna. Cialdina di seada con mousse di ricotta di pecora, pompia e pinoli tostati

Commenti

  1. Questa crostata è semplicemente meravigliosa Giovanna, complimenti davvero!
    Baci,
    Mary

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  2. Tra tutte, queste susine son le mie preferite! Questa crostata non soltanto è un'esplosione di bontà, ma è estremamente bella! Complimenti

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  3. ....che dire di questa crostata: la perfezione! Un quadro, davvero....e chissà che delizia!

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  4. Che belle queste foto, tra la prima e la seconda non saprei quale scegliere, sono due quadri. Complimenti. La crostata deve essere proprio buona, vista anche la mescolanza tra susine e marmellata di arance.

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  5. Splendida e golosa crostata, immagino ottimo l'abbinamento con la marmellata di arance. Complimenti anche le foto. Un abbraccio

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  6. Ottima questa crostata che abbina uno strato di marmellata a frutta fresca. Poi la prugna non è mai dolcissima e già immagino il sapore. Deliziosa davvero.

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  7. Dal primo momento che l'ho vista ho pensato wow! Bella e buona questa super crostata, complimenti!

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