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Trippa, polpo, cicerchie e agretti agli aromi mediterranei

INGREDIENTI per 4 persone Per le CICERCHIE 200 g di cicerchie secche (di Colfiorito) mezza cipolla mezza carota mezza costa di sedano salvia timo santoreggia sale olio e.v.o. Per la TRIPPA 300 g di trippa precotta, possibilmente tratta dal reticolo (cuffia o nido d’ape) di aspetto spugnoso mezza cipolla mezza carota mezza costa di sedano rosmarino alloro 1 spicchio di aglio sale olio e.v.o. Per il POLPO 2 polpi piccoli (non più di 500/600 g ciascuno, già puliti) sale marino olio e.v.o. aromatizzato con basilico, scorza di 1 arancia, aglio e, se piace, peperoncino Per gli AGRETTI 1 mazzetto di agretti olio e.v.o. PREPARAZIONE Cicerchie Mettete a bagno le cicerchie per 24 ore, in acqua salata e tiepida, cambiando l’acqua almeno 3 volte. Ciò è necessario per eliminare la naturale tossicità che può essere contenuta in questo legume. Sciacquatele e mettele in una pentola con acqua fredda, gli odori e l...

Quaresimali fiorentini

Ingredienti 150 g di farina 170 g di zucchero a velo 30 g di cacao amaro scorza di 1 arancia grattugiata 3 albumi Preparazione Mescolare farina, zucchero, cacao e setacciarli. Unire la scorza d’arancia e gli albumi montati a neve fermissima. Mettere il composto in una sacca da pasticciere con bocchetta liscia e creare le lettere dell’alfabeto su una teglia rivestita di carta forno. Infornare per 15 minuti a 150° C. Niente di nuovo sotto il sole d’aprile. La Quaresima è passata, Pasqua pure, ma a me era rimasta la voglia di provare i quaresimali, biscotti  nient’affatto nuovi,  tipici della tradizione fiorentina. Pare che siano stati inventati a metà Ottocento dalle monache di un convento tra Firenze e Prato: senza grassi animali, com’è giusto in un periodo di penitenza, e con pochi ingredienti. Si dice che la forma alfabetica alluda alle parole per eccellenza, quelle del Vangelo. I miei quaresimali...

Schiaccia di Pasqua maremmana (a modo mio)

Ingredienti 500 g di farina manitoba 00 16 g di lievito di birra 50 g di latte 1 uovo grande e 2 piccoli 150 g di zucchero di canna 40 g di olio e.v.o. 16 g di burro 1 cucchiaio di semi di anice 2 cucchiai di gelatina di arance scorza di mezza arancia grattugiata 2 cucchiai di spumante brut Preparazione Primo impasto. Ho sciolto il lievito nel latte tiepido, ho aggiunto gradualmente 100 g di farina, ho impastato brevemente fino a formare una palla, che ho fatto riposare 2 ore in una ciotola coperta. Secondo impasto. Ho incorporato nel primo impasto 134 g di farina, 50 g di zucchero, 1 uovo grande sbattuto, 15 g di olio. Ho impastato e fatto lievitare in luogo tiepido per 3 ore o comunque fino al raddoppio. Terzo impasto. Ho aggiunto al secondo impasto 133 g di farina, 50 g di zucchero, 1 uovo piccolo sbattuto, 15 g di olio e 1 cucchiaio di gelatina di arance diluito in 1 cucchiaio di spumante. Ho impastato e fatto lievitare in luogo...

Pulciarelli (pulcini di ricciarelli)

INGREDIENTI (per 6/18 pulcini, a seconda della grandezza) Per i ricciarelli (ricetta semplificata, senza sciroppo di zucchero) : – mandorle sgusciate e pelate, ben asciutte o leggermente tostate: 250 g – zucchero: 250 g – scorza di 1 arancia grattugiata  – cannella: 1/2 cucchiaino – albumi d’uovo: 2 – farina q.b. – zucchero a velo q.b. Per la copertura : – cioccolato fondente: 250 g – cioccolato bianco: 250 g – scorze d’arancia candite – codette di liquirizia – granella di zucchero (opzionale l'aggiunta di peperoncino o altre spezie o rum) PREPARAZIONE – Tritare finemente le mandorle con qualche cucchiaio di zucchero, azionando il mixer in modo non continuativo, in modo che le mandorle non si surriscaldino. Quando saranno ben sfarinate, unire il resto dello zucchero, la scorza d'arancia grattugiata e la cannella. Amalgamare bene. – Sbattere leggermente i due albumi e aggiungerli un po' per volta all'impasto, mesc...

Pastiera sbriciolata, della serie… fàmola strèusa

Una premessa è d'obbligo: il titolo e la torta stessa farebbero inorridire la buonanima della mia nonna Antonietta, procidana DOC, che per tutta la sua vita, per quanto trascorsa in massima parte in Toscana (vedi qui ), ha dedicato il Giovedì Santo alla preparazione delle sue copie conformi della pastiera napoletana, tutte rigorosamente fatte con la frolla ben compatta e decorate con la tradizionale grata di strisce di pasta. Quest'anno però ho preso il coraggio a quattro mani e ho deciso di innovare, visto che parte di quelle povere strisce, il giorno di Pasqua, rimanevano puntualmente (e volutamente) dimenticate nel piatto di mia madre, erede per nulla degna di cotanta napoletanità. Ebbene sì, se nonna Antonietta adorava la pastiera tradizionale e le crostate in ogni loro centimetro, mamma Clara, invece, non ha mai sopportato strisce e rotolini; tant'è che alla crostata ha sempre preferito di gran lunga le mie torte sbriciolate all'olio, per esempio questa o que...