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Risotto al Vermouth con salame della rosa e robiola di Roccaverano

Vista la provenienza degli ingredienti, riso Arborio, salame della rosa e robiola di Roccaverano – nonché Vermouth e nocciola del Piemonte – avrei fatto prima a chiamarlo tranquillamente risotto alla torinese. In effetti non esiste una ricetta tradizionale di risotto alla torinese. Perché allora non crearlo ex novo ? È stata questa la proposta dell'azienda " Il Buon Riso ": partire dai loro risi del Piemonte e unirli a ingredienti tipici della cultura gastronomica torinese e piemontese, in modo da creare non un , ma il Risotto alla Torinese . Ho scelto ingredienti che sono il vanto di Torino e della sua provincia o regione: il Vermouth , vino liquoroso aromatizzato con erbe e spezie, creato nel 1786 a Torino, il salame della rosa , un insaccato diffuso in tutto il Piemonte, ottenuto dai migliori pezzi di maiale macinati e posti all'interno di un budello pregiato chiamato "della rosa", la robiola di Roccaverano , formaggio piemontese fresco dal gusto...

Biscotti di Prato

Come sempre, nel mese di dicembre, L ’ Italia nel piatto propone un tema che si ispira a quella che in Italia è la festività del mese, il Natale. Quest ’ anno è la volta di Dolcetti e biscotti preziosi . Per la Toscana propongo dei biscotti che sono il vanto di una città famosa non solo per i suoi tessuti, ma anche per i suoi biscotti. Non chiamateli cantucci, questi sono i biscotti di Prato . Non è per campanilismo che viene fatta la distinzione. In realtà esistono anche i cantucci pratesi, ma c’è differenza fra cantucci e biscotti alle mandorle ( vedi qui ). I cantucci o cantuccini toscani sono (ed hanno) un’altra storia, ma soprattutto un’altra ricetta: nascono senza mandorle al tempo dei Medici (XVI secolo) e in origine sono una sorta di pane tagliato a fette e biscottato, fatto con un impasto aromatizzato all’anice, lievitato col lievito del pane; rinascono nel secolo scorso e diventano IGP nel 2016, arricchiti di mandorle, miele e con dimensioni (non oltre 10 cm) e s...

Tartufini di cioccolato, nocciole e fave di cacao

Per una fortunata circostanza, ieri sono nati questi tartufini. Non solo questi 7, ma 24. Stavo mettendo in ordine lo scaffale dei libri di cucina, quando mi ha incuriosito un segnalibro che diversi anni fa avevo ritagliato da un cartoncino color sabbia e abbellito con una scritta in calligrafia, realizzata con pennino a punta tronca e inchiostro di china di vari colori: «Qui mi addormentai...». Possibile che mi sia addormentata proprio sulla ricetta di quei meravigliosi tartufini bianchi? Non credo. Forse avevo messo quel segno per ricordarmi che prima o poi dovevo provare quella ricetta. Mai fatto, per la verità. Meglio rimediare subito. Leggo gli ingredienti dei  Tartufi al cioccolato bianco  nel volumetto  I dolci delle feste da gustare con calma ,   che acquistai nel 2014 insieme alla rivista  Sale&Pepe : 480 g di cioccolato bianco, 1,2 dl di panna fresca, 2 cucchiai di rum; e poi, per rotolare le palline, 100 g di farina di cocco...

Manafregoli della Garfagnana

Il tema: “Colori e sapori d’autunno” “Colori e sapori d’autunno” è il tema di questo mese del l’Italia nel piatto . Archiviate ormai le vivaci cromie dell’estate, attutiti gli intensi sapori di frutta e ortaggi estivi, così pregni del calore del sole, ci siamo trovati, come tutti gli anni, di fronte a quel ‘sole smarrito’ (cit. V. Cardarelli) e a quel pallido cielo che preludono al rigore invernale. Anche le rare giornate soleggiate sono più tiepide, soltanto uno sbiadito ricordo della calura estiva. Eppure, l’autunno ha il suo fascino. I prodotti della terra lo esprimono con incredibili pennellate di colori e sinfonie di sapori. Un tempo, quando l’uomo viveva molto più a contatto (e nel rispetto) della natura, seguendo i ritmi naturali delle stagioni, senza frigorifero, senza congelatore, ma solo con metodi di conservazione come l’essiccatura o la salatura, i prodotti freschi autunnali erano soltanto frutta e verdura che, per i loro colori, ricordavano le tonalità del pae...