Passa ai contenuti principali

Post

Torta sbriciolata morbida con mele, noci e mirtilli essiccati

INGREDIENTI Per l'impasto 300 g di farina 00 150 g di burro morbido 150 g di zucchero + 1 cucchiaio per le mele 1 uovo intero Scorza grattugiata di 1 limone 2 cucchiaini di lievito per dolci 1 pizzico di sale Per farcire 2 mele 2 cucchiai di noci spezzettate 2 cucchiai di mirtilli rossi secchi ammollati in acqua mezz'ora PREPARAZIONE – Amalgamare non troppo gli ingredienti dell'impasto, sbriciolandoli prima con una forchetta, poi con le dita. – Disporre metà delle briciole in una tortiera imburrata e infarinata (ho usato una a cerniera di 24 cm, ma se volete la sbriciolata più alta, usatene una di 20/22 cm). Compattare pochissimo, in modo da non lasciare buchi. – Coprire con le fette di mele cosparse di zucchero. Aggiungere il resto delle briciole d'impasto mescolate a noci e mirtilli secchi. Non compattare! – Cuocere in forno a 180° C per mezz'ora.

Fagiolini serpenti in umido

Sia ben chiaro: non sono veri fagiolini. Vengono chiamati fagiolini serpenti o stringhe o fagiolini asparago o di Sant'Anna (perché il primo raccolto avviene intorno al 26 luglio, festa della santa), ma con il fagiolo hanno poco a che fare*. I fagiolini veri, quelli, diciamo così, di lunghezza normale, appartengono alla famiglia del fagiolo ( Phaseolus vulgaris ) e in pratica sono i baccelli del fagiolo giovani, mentre questi 'serpenti' sono lunghi dai 30 cm fino a 1 metro (di qui il nome fagioli metro, ma il più lungo dei miei era 54 cm) e appartengono a un'altra famiglia, quella del  Dolichos o Vigna unguiculata , varietà  sesquipedalis : in greco  dolichos  significa lungo e in latino  sesquipedalis  vuol dire lungo un piede e mezzo (il  pes , misura latina, corrisponde a cm 29,6). Ovviamente più rimangono non colti sulla pianta, più si allungano. È una pianta rampicante, di cui potete trovare  qui  moltissime informazioni.  ...

Un menu con i formaggi del Palagiaccio: dal buon ordine all'usurpazione

Confesso che stavolta ho studiato. Trovandomi per il secondo anno di fronte al delizioso omaggio della storica fattoria Il Palagiaccio di Scarperia (FI), con il piacevole compito di ideare un menu a base dei loro 'goduriosi' formaggi, ho deciso di documentarmi. Per prima cosa ho letto le schede del Blu Mugello , del Gran Mugello e del Tartufino , poi ho consultato il sito Foodpairing ® , alla ricerca degli abbinamenti giusti, partendo da formaggi che avessero caratteristiche simili. A dire la verità, il mango mi era già venuto in mente per accompagnare il Blu Mugello; utilizzarlo per un chutney agrodolce (senza pretesa di fedeltà all'originale indiano) molto denso, da inserire in uno spiedino, dove il Blu Mugello è racchiuso in foglie di tiglio, è stata una mia idea che è risultata vincente, quanto a gratificazione di occhi e palato. Le foglie di tiglio (che sono farina del mio sacco, non di Foodpairing!) sono commestibili, ovviamente, visto che se ne fanno tisan...

Sburrita di baccalà

Giornata dei piatti a base di pesce di mare o di acqua dolce, crostacei e molluschi per l'Italia nel piatto . Che cosa scegliere in una città lontana dal mare e attraversata da un fiume dalle acque non proprio limpide? Trovare il pesce fresco a Firenze è per me veramente un problema, soprattutto in queste giornate piuttosto calde, in cui il lavoro aumenta invece che diminuire (è sempre così in giugno-luglio) e mi manca il tempo per andare a scovare freschezza, qualità e bontà. Bene – mi son detta – ripieghiamo sul baccalà. Che poi non è un ripiego, ma, almeno per me, è una novità, se considero che in questo modo non l'avevo mai cucinato. La sburrita di baccalà è un piatto originario dell'isola d'Elba, una zuppa semplicissima, ma molto gustosa, che nel poco tempo della sua preparazione riesce a imprigionare e alla fine sprigiona sapori e profumi di mare e di macchia mediterranea. Sburrita è una parola che a qualcuno potrà sembrare strana: non vuol dire altro che...

Cecina, calda calda, farinata, torta di ceci, 5 e 5

Ricette all’aria aperta: questo è il tema scelto per il mese di giugno dal L’Italia nel piatto . I blogger rappresentanti delle regioni italiane si dedicheranno a ricette regionali sia di cibi di strada sia di preparazioni adatte ad essere consumate all’aria aperta in pic nic e grigliate. Per la Toscana ho optato per un semplicissimo cibo di strada che, diffuso lungo la costa, da Livorno fino all’estrema punta settentrionale, cambia nome di provincia in provincia. Per esempio, non chiedete mai a Livorno la cecina o a Pisa la torta di ceci o semplicemente la torta: vi guarderanno malissimo o risponderanno con qualche motto di spirito, se va bene. Gli ingredienti sono sempre gli stessi: acqua, farina di ceci, olio, sale e pepe, ma il nome cambia: la torta a Livorno, la cecina a Pisa e in Versilia, la calda calda a Massa e Carrara, la farinata ancora più a nord, fino al confine con la Liguria, dove appunto una preparazione quasi uguale si chiama farinata. Si fa in una ...