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Biscottoni con farina e crusca d'avena

La ricetta è molto simile a quella dei Biscottoni di farina di riso e di farro (vedi qui ). Ho usato invece la farina d’avena e la crusca d’avena, volendo realizzare dei biscotti a base di ingredienti molto simili a ciò che normalmente metto nell’orzo e nel latte a colazione, i fiocchi d’avena. Da quando mi sono accorta che i fiocchi d'avena, grazie al contenuto di beta-glucani, mi consentono di tenere a bada il colesterolo, cerco di prenderne almeno qualche cucchiaio al giorno. Solo che odio la monotonia, perciò ho pensato di inventarmi dei biscotti da consumare in alternativa ai fiocchi o alla crusca. Anche con il tè del pomeriggio vanno benissimo. Nell’impasto ho messo le scorzette d’arancia semi-candite (vedi qui ), il che mi ha fatto venir voglia di accompagnarli con la marmellata di arance e scorze che ho fatto poco prima di Natale. Ne avevo appena un avanzo e non ne ho più nessun altro barattolo perché li ho regalati alle mie sorelle, ma, appena la rifarò, m...

Zuppa di cipolle alla fiorentina

Da notare la ciotola in terracotta di Sbigoli (Firenze), fatta a mano, con le colature di vernice, non di zuppa! Mancano pochi giorni all’Epifania, che, come si suol dire, “tutte le feste si porta via”. Non è un caso, dunque, se l’Italia nel piatto propone per il mese di gennaio il tema “ Zuppe e minestre dopo le feste ” . Chi può e chi se lo può permettere ha trascorso, come tutti gli anni, un periodo ricco di pasti abbondanti e delizie di ogni tipo, salate e dolci. Dopo gli stravizi, arriva il periodo dell’austerity, con la ricerca di piatti basici, leggeri, fatti d’ingredienti salutari, ma non per questo tristi e trasandati. Piatti che non mancano in tutte le regioni italiane, come potrete vedere nei link in fondo a questo post. Per la Toscana presento una delle più antiche zuppe, la zuppa di cipolle alla fiorentina , visto che la cipolla è da sempre riconosciuta come disintossicante, antibatterica e, se ce ne fosse bisogno, anche diuretica. La zuppa di cipolle si differ...

Carabaccia di cipolle

Mi è capitato spesso di leggere ricette di carabaccia di cipolle fatta allo stesso modo di una zuppa di cipolle. Le cipolle sono un ingrediente comune, d’accordo, ma la carabaccia è tutt’altra cosa. È uno di quei piatti di cui per fortuna esiste una ricetta rinascimentale, perché dunque cambiarla radicalmente e assimilarla a un’altra? Sono pochi quelli che seguono la ricetta originale, cioè “la carabazada da magro” di Cristoforo Messisbugo. Eccola qui, dal suo libro Banchetti, composizione di vivande et apparecchio generale  (p. 41),  scritto nella prima metà del ’500. In altre pagine si trova la carabazada con altre verdure, per esempio la zucca. È probabile che carabazada fosse il nome del recipiente che conteneva la zuppa, nome che senza dubbio è legato alla parola greca κάραβος, che indica non solo un crostaceo (aragosta o gambero), ma anche un'imbarcazione di forma simile.     Da Google Libri Ne è stata data un’interpretazione moderna, abbasta...

Risotto al Vermouth con salame della rosa e robiola di Roccaverano

Vista la provenienza degli ingredienti, riso Arborio, salame della rosa e robiola di Roccaverano – nonché Vermouth e nocciola del Piemonte – avrei fatto prima a chiamarlo tranquillamente risotto alla torinese. In effetti non esiste una ricetta tradizionale di risotto alla torinese. Perché allora non crearlo ex novo ? È stata questa la proposta dell'azienda " Il Buon Riso ": partire dai loro risi del Piemonte e unirli a ingredienti tipici della cultura gastronomica torinese e piemontese, in modo da creare non un , ma il Risotto alla Torinese . Ho scelto ingredienti che sono il vanto di Torino e della sua provincia o regione: il Vermouth , vino liquoroso aromatizzato con erbe e spezie, creato nel 1786 a Torino, il salame della rosa , un insaccato diffuso in tutto il Piemonte, ottenuto dai migliori pezzi di maiale macinati e posti all'interno di un budello pregiato chiamato "della rosa", la robiola di Roccaverano , formaggio piemontese fresco dal gusto...

Biscotti di Prato

Come sempre, nel mese di dicembre, L ’ Italia nel piatto propone un tema che si ispira a quella che in Italia è la festività del mese, il Natale. Quest ’ anno è la volta di Dolcetti e biscotti preziosi . Per la Toscana propongo dei biscotti che sono il vanto di una città famosa non solo per i suoi tessuti, ma anche per i suoi biscotti. Non chiamateli cantucci, questi sono i biscotti di Prato . Non è per campanilismo che viene fatta la distinzione. In realtà esistono anche i cantucci pratesi, ma c’è differenza fra cantucci e biscotti alle mandorle ( vedi qui ). I cantucci o cantuccini toscani sono (ed hanno) un’altra storia, ma soprattutto un’altra ricetta: nascono senza mandorle al tempo dei Medici (XVI secolo) e in origine sono una sorta di pane tagliato a fette e biscottato, fatto con un impasto aromatizzato all’anice, lievitato col lievito del pane; rinascono nel secolo scorso e diventano IGP nel 2016, arricchiti di mandorle, miele e con dimensioni (non oltre 10 cm) e s...