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Torta co' bischeri

Mi è capitato tante volte di pensare "ho voglia di dolce al cioccolato", per poi cambiare idea all'ultimo momento, presa dal senso di colpa, ed optare per una torta 'light'. Ma questa volta lo 'sballo' è stato inevitabile perché il tema del l'Italia nel piatto questo mese è proprio "ho voglia di dolce al cioccolato" . Ho deciso di fare la torta co' bischeri tipica della provincia di Pisa, esattamente di Pontasserchio (frazione del comune di San Giuliano Terme) e di Vecchiano, costituita da una base di frolla riempita con un composto fatto di riso, cioccolato, cacao, canditi, pinoli e uvetta. Co' bischeri significa coi (= con i) bischeri. Bischero , come probabilmente tutti sanno, è una parola toscana, in particolare fiorentina, che attualmente viene usata per dire stupido, sciocco, ma che in origine sembra corrispondesse a membro virile, piolo, cavicchio, perno, un po' come 'pirolo' nell'aretino e nel senese (...

Cenci

Cenci tagliati non troppo lunghi e poco dorati,  cosparsi di zucchero a velo Per febbraio  l'Italia nel piatto ha scelto come tema i " Fritti dolci e salati della tradizione ", adattissimo a questo mese in cui cade il di Carnevale: giovedì grasso è il 20 e martedì grasso il 25. Tra i fritti dolci, in tutta Italia è tradizione preparare dei ritagli di varie forme, dimensioni e spessore, a partire da una sfoglia di farina, uova e zucchero, con un po' di burro o altri grassi, aromatizzata con vino o liquori e addizionata talvolta di lievito, che prendono nomi diversi a seconda delle regioni. In Toscana si chiamano cenci, ma anche crogetti, frappole, stracci, strufoli (con una sola f, ben diversi dagli struffoli meridionali) o melatelli (se con miele); in altre regioni, con le dovute varianti nella preparazione, assumono altri nomi. Eccone un elenco. È uno screenshot da Wikipedia; potete cliccare qui per leggere meglio e avere maggiori informazioni: https://it.w...

Panforte e panpepato di Siena

Ricicliamo la frutta secca? È questa la domanda a cui oggi le foodblogger del L'Italia nel piatto rispondono in coro con un sì, presentando ricette regionali, dolci e salate, che abbiano frutta secca fra gli ingredienti. In Toscana, come in molte altre regioni d'Italia, alla fine del pranzo di Natale il cesto della frutta è arricchito di solito da noci, mandorle, nocciole e altra frutta a guscio che accompagna le nostre chiacchiere a tavola quando siamo troppo sazi per alzarci subito di scatto e d'altra parte sentiamo che è rimasto un angolino vuoto da riempire sgranocchiando qualcosa di buono. Ma non per tutti è così. C'è chi preferisce fare il bis o il tris dei dolci disdegnando la frutta secca. Spesso va a finire che ci ritroviamo all'inizio del nuovo anno con tanta frutta secca da smaltire. No problem. Ci sono ricette tradizionali che sembrano fatte apposta per riciclarne gli avanzi. Ho scelto il panforte e il suo antenato, il panpepato , che da dolc...

Baccalà dolce-forte

Quando ho saputo qual è il tema scelto dal l'Italia nel piatto per questo mese, " Il pesce a tavola in occasione delle feste natalizie ", mi sono sentita un po' spiazzata. Non ho ricordi che siano legati all'usanza di mangiare pesce per Natale o Santo Stefano o per il cenone di San Silvestro. In casa mia, in Maremma, le 'adunate' di parenti avvenivano a pranzo il 25 e, in tono minore, il primo dell'anno. I piatti tradizionali erano (e tuttora sono) quelli toscani tipici delle grandi occasioni: crostini di fegatini e milza, brodo di cappone, tortelli o pappardelle, cappone lesso e bollito misto con salsa verde e maionese fatta a mano, arrosti di pollo e maiale, cacciagione in umido, sformati di cardi, carciofi o altre verdure. Non esiste un piatto di pesce tradizionale per le feste natalizie che sia diffuso in tutta la Toscana, tuttavia nella zona dell'Argentario (sud della regione) è tradizione mangiare anguilla e capitone; avendo diffico...