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Riso Venere, cozze, daikon e piselli

Un altro piatto con il riso dell'azienda Il Buon Riso . Questa volta è il turno del riso Venere, una varietà di riso integrale tutta italiana – questo è coltivato in Piemonte – che solletica la vista e il palato con la colorazione nera e l'aroma intenso. In Cina era detto il "Riso dell'Imperatore" perché solo per lui e per la sua corte poteva essere coltivato. Oggi invece, per fortuna, anche noi comuni... mortali possiamo godere delle fibre, del fosforo, del magnesio, del manganese e di tutti gli antiossidanti che questo riso Venere ci offre. Ma la cosa più bella – giuro – è il profumo intenso che si sprigiona mentre il riso Venere bolle: pane appena sfornato o forse nocciole tostate, non so... provare per credere.  INGREDIENTI per 1 antipasto 40 g di riso integrale Venere (ho usato quello 'firmato' da Il Buon Riso ) 6 cozze 1 daikon 1 cucchiaio di piselli sgranati olio e.v.o. sale q.b. PREPARAZIONE Mettere a l...

Carciofi sott'olio ripieni di daikon, mango e gamberetti, con quinoa tostata al curry

INGREDIENTI per 1 antipasto – 1 carciofo sott'olio (fatto in casa) – 1 radice di daikon con foglie – 1/2 mango – 8 gamberetti scottati 3 minuti e sgusciati – 1 foglia di mizuna (contenuta nella confezione "Mix esotico" di Carrefour) – 1 cucchiaio di quinoa – fiori di rosmarino – olio e.v.o. – sale q.b. – curry q.b. PREPARAZIONE – Lavate e pelate il daikon con un pelapatate. Tagliatelo a metà per lungo e ricavatene una striscia sottile dal centro (come nella foto). Dal resto del daikon, ricavate un cucchiaio di polpa tritata. – Sbucciate il mango e ricavatene un altro cucchiaio di dadini. Prendete altri due cucchiai di polpa, schiacciateli in un setaccino e condite il passato con l'olio. – Unite il trito di daikon e mango, le foglie più tenere del daikon e i gamberetti e conditeli con sale e olio. Non sarà necessario aceto, se il carciofo è stato scottato nell'aceto prima di essere messo sott'olio.  – Tagliate a metà per...

Linguine del pescatore

Per il tema "Pesci, crostacei e frutti di mare", a cui l'Italia nel piatto dedica il mese di marzo, presento un primo piatto semplice e gustoso, tipico della costa dell'Argentario,  le linguine del pescatore, condite con un sugo fatto con olio, aglio, prezzemolo, vino bianco, pomodoro, peperoncino e acciughe.  In quella zona le acciughe si pescano con la zaccarella, una barca adatta alla pesca del pesce azzurro non solo sotto costa, ma anche più a largo. Probabilmente, se andate alla ricerca di questa ricetta nel web, non la trovate. Con questo nome è più conosciuta una versione ricca, con gamberi, calamari, vongole e altri frutti di mare. Quella che  invece  ho scelto io è (o forse era) tipica del pescatore che destina alla vendita il pesce più pregiato e tiene per sé e per la sua famiglia un pesce 'povero' come le acciughe.  N.B. Fra acciughe e alici non c'è nessuna differenza. Lo stesso pesce, l' Engraulis encrasicolus , viene chiamato...

Riso rosso Ermes con baccalà in agrodolce

Perché sia stato chiamato Ermes non lo so, ma mi piacerebbe saperlo. Temo che c’entri qualcosa il dio Hermes, anche se la mancanza dell’h mi suscita qualche perplessità. Poi vengo a sapere che è un incrocio tra il riso a chicco lungo di varietà Indica e il riso Venere; e allora mi viene il dubbio che si sia voluto chiamare anche questo riso come una divinità. Nell’incertezza ho passato un mese a gustarmelo in tutte le salse, in attesa che mi venisse un’ispirazione. No, non sull’onomastica del riso, ma su una ricetta per il blog. È tanto tempo ormai che ho avuto in omaggio da “ Il Buon Riso ” un pacchetto di Riso Rosso Ermes , per cui mi son detta basta, oggi approfitto dell’ennesimo viaggio in treno, metto l’ultimo piatto cotto, fotografato e mangiato, e non ci penso più. In effetti quello era il migliore impiego che potessi fare. Assurdo pensare a un risotto, perché non otterrò mai la cremosità di un Carnaroli o di un Vialone Nano, dato che il riso Ermes non è stato ‘inventato’ p...

Risotto col buristo

Del buristo ho già parlato nel post precedente , prospettando la possibilità che questo insaccato senese e grossetano, preparato con un impasto di frattaglie di suino (testa, muso, zampe, grasselli, sangue), insaporito da cannella, noce moscata e chiodo di garofano, possa essere utilizzato per un gustoso risotto. L’idea non è certo mia. Sembra che l’inventore, o meglio il ri-scopritore, sia stato Silvio Gigli, il giornalista e conduttore radiofonico senese vissuto dal 1910 al 1988, che sicuramente i toscani non più giovani ricordano, se non altro perché per molti anni fu il radiocronista ufficiale del Palio di Siena. Meno nota, forse, è la sua fama di gastronomo, ma così ben fondata da fargli meritare la definizione di “alfiere della gastronomia senese”. Alla ricetta tradizionale (dal libro di Giovanni Righi Parenti, La cucina toscana ), ho apportato qualche modifica, fra cui la tostatura a secco del riso, che credo dia la possibilità di un rilascio finale di amido incom...

Il buristo

Del maiale e dei salumi toscani ho già trattato in un post del 16 gennaio 2015, accennando anche agli insaccati ottenuti dal 'quinto quarto' del suino e alle analogie fra buristo (zone di Siena e Grosseto), burischio (nell'aretino), biroldo (con lievi differenze fra Garfagnana, Apuane e Lucca), mallegato pisano (con uva sultanina) e livornese (con frattaglie, pinoli e uva sultanina), sanguinaccio (profumato di cannella e legato a U). Ancora una volta dunque il tema è la carne di suino, perché questo è l'argomento fissato per il 2 febbraio dal l'Italia nel piatto : maiale o salumi tipici. Ho scelto di approfondire il buristo perché fra le varianti è quella che conosco meglio, date le mie origini maremmane e considerato che quand'ero giovane l'ho visto fare da dei contadini nel giorno della 'sporcellata', ovvero il giorno sacrificale del porco. Esperienza indimenticabile: un tuffo nella tradizione secolare o forse millenaria (c'è chi par...

Pane dolce con uvetta e anice

Questo pane dolce è nato per caso e non era destinato al blog, per questo motivo non ho fatto una foto decente, ma solo uno scatto veloce col cellulare. Ho deciso solo 'a posteriori' di scriverne qui la ricetta, perché nei giorni che sono stata a Siena mi sono resa conto che piaceva moltissimo. La signora Gabriela, rumena (non è un errore, la 'l' è una sola), ha sempre scelto questo fra le varie 'dolcezze' che avevamo a disposizione per il tè, preferendolo perfino a degli ottimi biscotti artigianali portati da Firenze e al senese pane dei Santi, artigianale pure quello, che per certi versi assomiglia al mio improvvisato pane dolce. Lei ci sentiva un profumo di scorƫişoară (cioè cannella), invece non ce n'è. Può essere che uvetta + anice + vaniglia Bourbon diano questo effetto? Per saperlo, basta provare. Avevo nel frigorifero un sacchetto di pasta per pizza, un 'lascito' di un'amica che partiva per una settimana. Confezionato il 1° dicembr...

Minestra di riso, trippa e cavolo nero

Qualche tempo fa cucinai un riso basmati di una qualità mai provata e rimasi sorpresa dell'ottima qualità e sapore del chicco, tanto che scrissi alla ditta che lo produce, "Il buon riso" , inviando la foto del piatto e porgendo i miei complimenti. Di lì a poco mi proposero di sperimentare altri loro risi e farine. Il pacco omaggio è arrivato ormai da più di un mese, ma io ho avuto molti impegni di lavoro in questo periodo, perciò non sono riuscita ad aprire neanche un sacchetto. Finalmente l'ho fatto oggi, partendo dal riso Superfino Roma , che si presta benissimo a minestre di ogni tipo. In questa minestra ho unito due elementi tipici della tradizione fiorentina: la trippa e il cavolo nero. Con il riso si usa di più impiegare il lampredotto, ma devo dire che la trippa non mi ha affatto deluso. INGREDIENTI per 4 persone 400 g di trippa precotta 1 mazzo di cavolo nero 200 g di polpa di pomodoro 140 g di riso Roma 2 litri di brodo 1 cipoll...

Pane di Natale chiantigiano

Dopo un autunno quasi archiviato, noi dell'Italia nel piatto non possiamo che proporvi "Dicembre a tavola", cioè ricette tipiche dell'inverno o della tradizione natalizia. In Toscana, nel secolo scorso, soltanto la tradizione senese, con il panforte, il panpepato, i ricciarelli, i cavallucci e le copate, è riuscita a resistere all'assalto del nordico panettone. Altre tradizioni locali, invece, sono quasi del tutto scomparse e ormai sconosciute agli stessi toscani. Se cercate nel web una ricetta del pane di Natale chiantigiano o toscano, non ottenete grandi risultati. Ci sono solo due o tre siti che riportano una ricetta simile, se non identica, a quella contenuta in un libro che ho in casa,  La cucina toscana di Giovanni Righi Parenti,  pubblicato nel 1993. Il pane di Natale emiliano è certamente quello più noto e testimoniato, mentre questo toscano  è quasi completamente caduto in disuso.  È la versione natalizia del panepazzo del Chianti, dolce della...

Canestrelli

Foto nuova, del 2022 Ingredienti 200 g di farina 00 120 g di burro morbido 50 g di zucchero al velo (+ quello da cospargere) 2 tuorli di uova sode 1 cucchiaino (piccolo) raso di vaniglia Bourbon Preparazione Unire farina setacciata, zucchero al velo, vaniglia, burro morbido e i tuorli di uova sode passati al setaccio. Impastare fino ad avere un panetto omogeneo. Mettere il panetto in frigorifero per mezz’ora.  Stendere l’impasto e ritagliare i biscotti con l'apposito stampo da canestrelli che crea anche il foro, oppure usare uno stampino a forma di fiore e praticare al centro un foro. Cuocere in forno a 170° per 12/15 minuti. Non so quale sia la ricetta 'originale'. Meglio quella ligure o quella piemontese con farina di nocciole? Ho trovato tante ricette, con tante varianti: zucchero semolato, tuorli crudi, addirittura un albume in più, scorza di limone, ecc. ecc. Ho fatto una mediazione, un po' a occhio, cioè mi sono basata su sensazioni 'chimich...