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Minestra sudicia

Origine: Toscana, perché sudicio è aggettivo toscano che significa sporco, imbrattato. Luogo: Maremma, credo, perché si faceva a casa mia la sera della domenica o il lunedì a pranzo col sugo di carne (= ragù) avanzato. La diffusione arriva fino alla zona di Montalcino. Si allunga il sugo col brodo (o con acqua) e ci si cuoce la pasta corta da brodo (qui la gramigna) con pezzetti di croste di formaggio raschiate (per togliere l'eventuale strato di cera). Tutto qui. Una delizia. Preparata in pochi minuti, fotografata e mangiata subito, per merenda. Non ho resistito. Poi c'è la minestra sudicia di magro, che si fa con ricotta e spinaci. Esiste anche un altro tipo di minestra sudicia toscana, detta anche minestra d'agnello, perché viene fatta con la carne d'agnello macinata, ma per trovarla bisogna salire un po' più a Nord. Credo che ci cuociano i taglierini. E se si va in Italia settentrionale, si trova la minestra sporca, con le rigaglie di ...

Ribollita in versione cremosa

La ribollita è una delle zuppe tradizionali che preferisco, dopo l’acquacotta, ovviamente. Mi è capitato di dover fare una versione con poco pane, perché mia madre, alla bella età di 93 anni, continua a dettare legge come se fosse la cliente di un ristorante (cliente esigentissima!), quando vado a casa sua a cucinare. Devo dire che questa versione cremosa, nient’affatto solida come quella che 4 anni fa pubblicai sul blog (con foto bruttissima!) , mi ha piacevolmemte sorpreso. In pratica ho dimezzato la dose del pane; tutto il resto è rimasto uguale. INGREDIENTI (per 6 persone) Fagioli bianchi cannellini o toscanelli secchi : 400 g Cavolo nero : 4 mazzi Patate : 2 Carote : 2 Sedano : 2 gambi Cipolle : 2 Timo : 1 rametto Passata di pomodoro : 3 cucchiai Pane toscano  (a lievitazione naturale e/o cotto a legna): 150 g (300 g per la versione classica) Olio di oliva : 10 cucchiai Sale Pepe Dopo aver fatto ammollare i fagioli per 12 ore, lessarli i...

L'evento Ricette pasquali e le vincitrici dell'evento Verdure Invernali

Nuovo mese, nuovo evento, nuovo tema per L'Italia nel piatto. Potevano mancare le #RicettePasquali regionali? Quest'anno Pasqua è il 27 marzo; speriamo di ricevere da tutti i nostri amici foodblogger splendide ricette provenienti dalle regioni italiane, a partire da oggi fino al 26 marzo. Il regolamento è molto simile a quello del mese scorso; potete leggerlo nell'evento Facebook, ma, per comodità, lo riporto qui. Sei foodblogger? Dal 2 al 26 marzo partecipa con una RICETTA REGIONALE (della tua o di un'altra regione) che abbia come tema le  #RicettePasquali  regionali e avrai la possibilità di ottenere una condivisione sui social, sulla pagina Facebook e, a fine mese, sul blog L'Italia nel piatto. La foto della ricetta migliore sarà pubblicata sulla copertina della nostra pagina il mese successivo. Queste le poche, semplici regole: 
1) La ricetta e la foto devono essere tue e appartenere al tuo blog ...

Mosa vicentina a modo mio (da una ricetta di Amedeo Sandri)

Mosa "a modo mio" potrebbe far pensare a una mia rivisitazione della 'mosa' vicentina; ma "a modo mio" allude soltanto al tipo di presentazione, per la quale ho utilizzato scorza di zucca fritta, riccioli di parmigiano e foglie di nasturzio, dal leggero sentore piccantino. Per la preparazione, invece, ho seguito fedelmente una ricetta tratta dal libro La cucina vicentina di Amedeo Sandri.  Forse avrei dovuto dare inizio a questo post con una lettera: «Caro "operaio di cucina", caro "pensionato cuoco", ti ricordi di me? Hai visto che non è stato inutile comprare i tuoi libri?». Ma questa è un'altra storia, una storia breve per la verità, durata lo spazio di neanche 5 minuti: un baciamano, due dediche su due libri appena comprati, uno scambio di convenevoli e un inatteso abbraccio come congedo. Ecco, ho voluto rappresentare con l'allegra intensità di questa zuppa quel fugace incontro allo Slurp Expo di Schio dell'anno ...

Cardi trippati con 4, 3 o 2 cotture

Da questo mese, come ho annunciato nel post precedente , non esiste più l'appuntamento fisso con l'Italia nel piatto del giorno 2. La pagina Facebook dell'Italia nel piatto si apre ai contributi esterni con un evento al mese, su un tema fissato. Noi rappresentanti regionali pubblicheremo le nostre ricette in un giorno qualunque del mese e potremo scegliere di pubblicare anche piatti di altre regioni. Per il mese di febbraio abbiamo come tema le verdure invernali; rinnovo ai foodblogger che passassero di qui l'invito a partecipare. Trovate le istruzioni qui e qui . Con questi cardi trippati rimango nel solco della tradizione toscana. Non esiste una ricetta unica per i cardi trippati alla toscana: le varianti sono numerose. Ci sono le alternative fra pangrattato/farina, aglio/cipolla, pomodoro/brodo, uova sì/uova no, burro/olio. C'è una preparazione rapida con due cotture, una più lunga con tre, una addirittura con quattro, che è la più gourmet, a mio...

Le verdure invernali per «L'Italia nel piatto»

Qualcuno dei miei lettori avrà notato che il 2 di ogni mese – e fino a settembre scorso anche il 16 – in questo blog usciva una ricetta regionale su un tema fissato da L'Italia nel piatto. Da questo mese, invece, grandi novità! Tutto o... quasi tutto cambia. I particolari potrete leggerli nel post di oggi de L'Italia del piatto , ma due cose essenziali voglio dirvele qui: le ricette di noi blogger che apparteniamo al gruppo usciranno scaglionate durante tutto il mese; contemporaneamente, potranno partecipare con la loro ricetta anche food bloggers che siano  fan della pagina Facebook L’Italia nel piatto . Da oggi chi ha un blog di ricette potrà inviare la sua ricetta regionale, rigorosamente basata sul tema mensile fissato da L'Italia nel piatto, pubblicando la foto e il link alla ricetta nella pagina dell’Evento Facebook che uscirà il 2 di ogni mese.  Vi riporto qui le istruzioni che troverete nell' Evento di febbraio , dedicato alle verd...

Polenta al cavolo nero

La polenta al cavolo nero è un piatto diffuso in quasi tutta la Toscana del nord, da Firenze fino a Livorno. Si chiama anche polenta col  cavolo nero, polenta incavolata oppure  bordatino,  farinata, infarinata. Le varianti e le differenze fra queste preparazioni sono numerose: non mancano aggiunte di fagioli e/o lardo o rigatino; c'è chi mette tutto a freddo, chi soffrigge prima il cavolo, chi lo lessa e lo aggiunge a fine cottura e chi, come me, lo porta quasi a metà cottura e poi cuoce la farina di mais nell'acqua del cavolo e finisce di cuocere le foglie insieme alla polenta. Ho scelto questa preparazione per l'uscita odierna del l'Italia nel piatto , dedicata alle farine speciali. In Toscana si fa largo uso di farine non di grano: credo che sia prevalente la farina di castagne, che per lungo tempo ha costituito la base dell'alimentazione delle popolazioni appenniniche e montane; ne ho già parlato a proposito del castagnaccio e dei necci . Ma anche ...

Cavallucci e berriquocoli di Siena

È una ricetta (anzi sono due ricette) a cui sono particolarmente affezionata, perché questi dolcetti sono i pasticcini natalizi preferiti della mia mamma, benché meno conosciuti delle altre specialità senesi, come i ricciarelli e il panforte. Li ho scelti per l'uscita di oggi del L'Italia nel piatto , che ha come tema "Ricette di Natale", e li ho fatti seguendo le istruzioni di Giovanni Righi Parenti ( La cucina toscana ), con qualche piccola variazione. Come potete vedere più avanti dalle ricette del Parenti che ho riportato, i berriquocoli  sono leggermente diversi dai cavallucci perché contengono le noci, i canditi di cedro e molte più spezie. Pare che i cavallucci prendano il nome dal fatto che anticamente portavano impressa la forma di un cavallo; un'altra ipotesi è che questi pasticcini, che una volta si facevano con la pasta di pane, venissero offerti ai cavalieri che facevano sosta nelle osterie. Invece i berriquocoli  (o bericuocoli, biricuocoli, b...

Pane dei santi rivisitato e cotto in pentola

Rivisitato e digeribilissimo, perché fatto con solo 1 grammo di lievito di birra secco (= 3, 28 g fresco), perché molto idratato, senza impasto, perché lievitato a lungo e cotto in pentola, secondo il metodo di Jim Lahey per il no knead bread. INGREDIENTI 500 g di farina di grano tenero tipo 1 macinata a pietra 370 ml di acqua 1 g (1 cucchiaino) di lievito di birra secco (= circa 3 g fresco) 25 g di zucchero 5 g (1 cucchiaino) di sale 1 cucchiaio di semi di anice 80 g di uvetta 100 g di gherigli di noci 6 cucchiai di olio e.v.o. 1 cucchiaino di pepe 1 uovo (per spennellare) PREPARAZIONE In un bicchierino unire lievito secco, 1 cucchiaino di zucchero (preso dal totale) e due dita d'acqua tiepida (presa dal totale). In una grande ciotola unire farina setacciata, zucchero e acqua. Quando nel bicchierino si è formata la schiuma (circa 10 minuti), versare il lievito sciolto in acqua nella ciotola. Amalgamare, ottenendo un composto che sarà piutt...