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Biscottoni di farina di riso e di farro

INGREDIENTI 145 g di farina di farro 125 g di farina di riso 8 g di lievito per dolci 100 g di zucchero semolato 1 uovo 30 g di latte scremato 30 g di olio e.v.o. scorza di mezza arancia grattugiata PREPARAZIONE – Setacciare farine e lievito. Porre al centro tutti gli altri ingredienti e impastare. – Staccare 18 pezzetti di circa 27 g l'uno, farne dei cilindri un po' più stretti alle estremità e spolverizzare di zucchero semolato la parte superiore. – Infornare i biscottoni distanziati (perché si allargano) a 180° per 10/15 minuti, in un ripiano alto del forno, dato che tendono a cuocersi più sotto che sopra (almeno nel mio!). L'idea mi è venuta dai 'biscottoni di Misya', ma alcuni ingredienti sono diversi. Ovviamente va bene anche la farina di grano tenero 00, o la farina integrale, ma così, credetemi, sono più gustosi.

Schiacciata coi fichi

Tra la frutta di settembre – tema del l'Italia nel piatto di oggi – la mia scelta, per la Toscana, è ricaduta sui fichi. È vero che c'è la notissima schiacciata con l'uva , ma ne ho già parlato tre anni fa. È anche vero che da molto tempo alcuni forni di Firenze e dintorni hanno cominciato a produrre, con lo stesso sistema della schiacciata con l'uva, la schiacciata con i fichi (o meglio, 'coi fichi'). È pasta di pane, con i fichi in superficie, ma talvolta messi anche in mezzo, fra due strati, come si fa con l'uva della schiacciata. Trattandosi di un'usanza abbastanza recente, c'è ampia libertà di 'condimento'. C'è chi aggiunge zucchero e chi no; c'è chi mette anice o finocchio o timo o rosmarino; altra opzione sono le noci. Io ho dato la mia preferenza a noci e rosmarino. L'olio extravergine di oliva è un 'must' per tutti. Quanto ai fichi settembrini sono due le principali tipologie di piante: quella 'unifer...

Insalata di riso «La vie en rose»

Vorrei suscitare il desiderio – in chi guarda il mio piatto «La vie en rose» – d'immergersi nella piccola conca di riso come sembrano fare quelle listerelle di aringa. Un tuffo e via. Il palato ringrazierà, solleticato dai sapori che si sprigionano dagli accostamenti più o meno inconsueti, stuzzicato da consistenze contrastanti: il riso rosa Saudah, cotto nel suo vapore alla giapponese, l'aringa marinata, l'anguria, le 'gemme' della sua buccia candita, le briciole di feta, i lampascioni sott'olio, le arachidi croccanti al wasabi, la cialda-corallo all'alga spirulina, l'erba porcellana e i fiori di campanula. Il mio invito vale prima di tutto per il critico enogastronomico Leonardo Romanelli che ha indetto una sfida sull'insalata di riso. Tutto nasce da un suo articolo ( L'insalata di riso  è un piatto da abolire ), giustamente (a mio parere) denigratorio di questo piatto e dei suoi condimenti, soprattutto quelli già pronti in barattolo che s...

Acquacotta di Vetralla

Il caldo arrivò all'improvviso e addio acquacotta. Voglio dire che ho cucinato questo piatto a fine aprile di quest'anno, ma non ho scritto subito il post, rimandando di giorno in giorno, finché è 'scoppiata' l'estate e non mi è più sembrato il caso di parlare di acquacotta, benché questa versione vetrallese, gustata tiepida, sia gradevole anche in una fresca serata estiva. Stamani, al risveglio, sotto una leggera copertina – per la prima volta dopo quasi tre mesi – mi è tornata in mente l'acquacotta di Vetralla, un comfort food adatto a confortare non solo dal freddo invernale ma anche dai primi 'brividi' di fine estate. La ricetta non è mia, ma di Elisa, mia nipote acquisita, anzi dovrei dire della sua mamma Maria Carmela, vetrallese DOC, che si è gentilmente prestata ad essere la protagonista di questo video, mostrando la fase finale della preparazione. Elisa, oltre al video, mi ha mandato la ricetta della mamma, scritta sotto...

Un menu di bosco luminoso come il mare

Mi chiedo che cosa gradirebbero per pranzo i miei genitori se fossero ancora qui, di ritorno dalla spiaggia, a godersi la penombra della pineta, lui esausto per l'eccessivo calore del sole e desideroso del fresco delle 'sue' amate montagne purtroppo lontane, lei invece su di giri, felicemente 'cotta' al sole e pur sempre aggraziata – beata lei – qualsiasi straccio si mettesse addosso come copricostume. Sostanza lui, eleganza lei. Sostanza ed eleganza naturale che vorrei trasparissero dal menu che ho pensato di preparare in loro onore e memoria. Vorrei che questo menu avesse il profumo dei boschi di montagna, ma risaltasse grazie alla luce delle pinete marittime, di quelle improvvise radure dove filtrano attutiti i raggi del sole. L'occasione mi è offerta dalla partecipazione al concorso " Latti da mangiare 3.0 " indetto dalla  Storica Fattoria Il Palagiaccio di Scarperia  (FI).   Come prescrive il Regolamento , i concorrenti devono «realizzare, ...

I brigidini di Lamporecchio (a modo mio)

Questi brigidini sono fatti con 3 uova, 250 g di farina 00, 250 g di zucchero, semi di anice Quelli delle altre foto con 2 uova, 100 g di farina 00, 110 di zucchero, semi di anice “Estate con sagre, fiere e mercati” è il tema di luglio del gruppo L’Italia nel piatto . Devo dire che all’inizio pensavo proprio di non partecipare, perché le sagre estive in Toscana, per attirare i turisti verso i propri prodotti, non guardano in faccia a nessuno, neanche alla calura, cioè scelgono prevalentemente cibi tradizionali che con l’estate vanno poco d’accordo: sagra della bistecca, del tortello, della salsiccia e del fegatello, ecc. Le fiere e le fierucole sono per lo più sospese e io non avevo tempo di andarle a cercare nei paesi; in quelle di giugno in piazza Santo Spirito e in Piazza SS. Annunziata a Firenze  (con 35 gradi all'ombra e pochissimi banchetti)  non ho visto cibo tradizionale. I mercati? Be’, i mercati sono aperti, ma anche lì non ho avuto nessuna ispir...