martedì 16 settembre 2014

Zuppa tartara (con la ricotta di Pienza)


Ci siamo! Eccoci al 16 del mese, giorno dedicato dall’Italia nel piatto all'uscita delle ricette su un prodotto regionale, oppure al resoconto di una sagra, una festa, una fiera.

La mia scelta è caduta su un prodotto che amo moltissimo, la ricotta di pecora. Conosco tre tipi di ricotta toscana, tutti e tre ottimi: la ricotta maremmana (di solito proveniente dal Monte Amiata), quella di Pistoia e quella di Pienza (Siena), che viene definita come sottoprodotto ottenuto dal siero rimasto dopo la lavorazione dei vari e gustosissimi formaggi. Ora, io dico, se questo è un sottoprodotto… È soffice, cremosa, delicata, ideale per le preparazioni tradizionali sia salate che dolci.

Ecco una foto della ricotta di Pienza, appena tolta dalla sua fuscella.


Invece della più comune torta o crostata di ricotta, ho voluto provare una ricetta che compare in alcuni libri di cucina fiorentina, ma è prima di tutto di derivazione artusiana.

Ecco la ricetta originaria, nel libro di Pellegrino Artusi, La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene. Manuale pratico per le famiglie, 3a edizione del 1923, copia, come vedete, un po'… datata, appartenuta a mia nonna.



E dato che, per me, evitare di seguire alla lettera una ricetta sembra essere un bisogno quasi… fisiologico, ho apportato qualche piccolo cambiamento. Il risultato è stato più che soddisfacente. Diciamo la verità, quando un dolce non contiene troppi grassi animali, si mangia con più gusto, perché spariscono come d’incanto i sensi di colpa e si pensa a una cosa sola: e se ne mangiassi un po’ di più? Tanto è leggera…


INGREDIENTI per 4 persone

– 250 g di ricotta fresca di pecora
– 50 zucchero al velo
– 1 pizzico di cannella
– 150 g di savoiardi soffici
– 150 g di confettura di pesche
– siero della ricotta
– 1 bicchiere di alchermes
– qualche amaretto
– menta per decorare




PREPARAZIONE

– Lavorate la ricotta con lo zucchero al velo e la cannella. Fate riposare almeno 10 minuti.
– Intingete nell’alchermes i savoiardi necessari a ricoprite il fondo e le pareti di uno stampo, facendo attenzione che non si sbriciolino.
– Dopo averli disposti ordinatamente e in modo decorativo, spalmate sul fondo dello stampo circa metà della ricotta. Ricoprite di savoiardi intinti nel siero della ricotta e premete leggermente. Spalmate sopra uno strato di confettura, poi di nuovo coprite di savoiardi intinti nel siero e terminate con il resto della ricotta.
– Potete completare con qualche amaretto che farà da piedistallo.
– Tenete il dolce in frigorifero almeno 2 ore. Sformatelo e decoratelo con rametti di menta.




L'effetto torrione è del tutto casuale, dovuto al tipo di stampo che ho usato. Però, a pensarci bene, è adatto a una zuppa tartara!





Ecco i link alle ricette delle regioni italiane:

Trentino-Alto Adige: Lago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi

Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc 

Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)

Veneto: Risotto zucca speck e Monte Veronese

Valle d'Aosta: 

Piemonte:

Liguria:   Festa della patata quarantina di Montoggio

Emilia Romagna:  Crostini con squacquerone di Romagna DOP

Lazio: Melanzane fritte con ricotta di pecora

Toscana: Zuppa tartara con la ricotta di Pienza

Marche: Il brodetto fanese e il festival internazionale delle zuppe di pesce

Abruzzo: Pallotte Cacio e Ove

Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia

Molise: I costumi molisani

Basilicata: 

Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli 

Puglia: Burrata e stracciatella: delizie e specialità pugliesi

Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte

Sicilia: Cacio all'argintiera

Sardegna: 


15 commenti:

  1. Dire che mi inviti a nozze con questo post è dire poco! La ricetta originale che hai riportato è presente anche sul mio blog. Ottima scelta! Complimenti

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  2. Con questo post mi inviti a nozze! La ricetta originale che hai inserito, è presente anche nel mio blog. Ottima scelta e complimenti!

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  3. Ah, non lo sapevo, Marco, vado a vedere!

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  4. Spettecolare ricetta e..foto!!! Compliment davvero!!

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  5. Ma che bello il tuo post!!! A parte le foto (che invidia quel libro antico!), la ricetta è senza dubbio notevole, e i commenti mi hanno fatto sorridere... anch'io fatico a seguire le ricette, devo inserire un "tocco personale" altrimenti non mi diverto!
    Concordo con la forma del dolce, ideale e conforme al titolo!!! complimenti!

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  6. ohhh....Giovanna che bello aver pensato ad un dolce..e che dolce goloso!
    la ricotta di pecora l'adoro!
    e quel libro antico da custodire come un tesoro!
    un abbraccio

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  7. Con il dolce mi hai colpito al cuore ;)
    È bello sapere che esistono diverse ricotte e che , sicuramente, ognuna di esse avrà una particolarità, mai come in questo caso, vorrei oltrepassare lo schermo e allungare un cucchiaino per assaggiare.
    Trovo le tue modifiche alla ricetta molto rispettose dell'originale e , soprattutto, in grado si rendere un classico appetibile per noi " moderni".
    Alla prossima uscita ;)

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  8. Conoscere ben tre tipi di ricotta, mi fa prendere coscienza della mia ignoranza ;)
    Hai saputo rendere moderna una ricetta classica, facendola diventare una vera leccornia, avrei proprio voglia di allungare un cucchiaino e rubarne un pò.
    Alla prossima uscita

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  9. Complimentiiii, bellissimo blog e squisite ricette! Mi sono con piacere aggiunta ai tuoi sostenitori, se ti va passa da me! Graziee
    Ciaooo e a prestooo

    http://pentoleevecchimerletti.blogspot.it

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  10. I dolci sono la mia passione, peccato non poterlo provare con le stesse materie prime, ottimo pretesto per una capatina in toscana! A presto!

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  11. Oltre la ricetta che e' bellissima, mi ha colpito quel libro o manuale dell'Artusi del 1923.
    Queste si che sono oggetti di valore.
    A Presto

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  12. Ma lo sai che hai ragione, forma a torrioni è perfetta per questo dolce, complimenti, veramente una ricetta favolosa, mi piace da impazzire il tuo manuale del 1923, un tesoro, A presto

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  13. Wow....che meraviglia!!!! Sono rimasta incantata dal tuo post, soprattutto perchè ho conosciuto e tipi di ricotte nuove!!!! ;-D
    Un bacione e complimenti!!!

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  14. Con l'Artusi si va sul sicuro: non mi ha mai deluso...e questa non l'avevo mai letta!

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