martedì 13 ottobre 2015

Gazpacho andaluso


INGREDIENTI per 4 persone

1 kg di pomodori maturi
1 cetriolo
Mezzo peperone verde
120 g di pane secco, ammollato in acqua e leggermente strizzato (preferibile il pane fatto di farina, acqua e lievito, senza grassi) 
1 spicchio d'aglio
olio e.v.o q.b.
aceto di vino q.b.
sale q.b.

Per rifinire

Mezza cipolla tritata
Mezzo peperone verde tritato
Mezzo cetriolo sbucciato e tritato
Foglie e fiori di basilico (non è nella ricetta originale)


PREPARAZIONE

Tagliare in quarti i pomodori e frullarli.
Unire peperone e cetriolo sbucciato a pezzetti, pane, aglio, sale, aceto, olio e frullare ancora fino a ottenere una crema omogenea.
Passare il frullato da un setaccio e aggiustare di sale, aceto e olio.
Dopo due ore di riposo in frigorifero, distribuire nei piatti e rifinire con gli altri ingredienti.


Finalmente pubblico la ricetta del gazpacho andaluso che mi è stata consigliata da Antonio, un amico spagnolo. Vedo che la sua mail è del 2 ottobre 2012, perciò sono passati più di tre anni! Per fortuna l'ho conservata, così posso darvi il link a un video con la ricetta originale, caldamente consigliatami da Antonio:
La mia ricetta si basa su questo video. Spero di non aver travisato nulla. Un cambiamento c'è, per la verità: l'aggiunta del basilico sul piatto, una nota tipicamente italiana che non sono riuscita a evitare. Secondo i miei gusti, male non ci sta. Giudicate voi.

Il gazpacho per me ha una connotazione vintage: ricordo benissimo un enorme piatto di servizio che per molte estati degli anni '70 è stato al centro delle tavolate di mezz'agosto organizzate da mio zio, il quale, anche se romagnolo e affezionato alla cucina tradizionale, amava moltissimo tutto ciò che di 'esotico' cominciava ad affacciarsi in quegli anni nel panorama culinario italiano.

Il piatto per il nostro gazpacho era in plexiglass trasparente (forse uno dei primi di Guzzini?), circolare, con un diametro di 50/60 cm. Aveva una grande concavità centrale dove trovava posto il gazpacho, circondata da tante piccole concavità della misura di coppette, dove lo zio alloggiava tutto ciò che i commensali potevano unire al gazpacho: non solo cipolla, peperone e cetriolo tritati (come in questa ricetta), ma anche prezzemolo, crostini di pane tostato, uovo sodo tritato (albumi e tuorli separatamente) e perfino cubetti di ghiaccio. Una vera delizia per gli occhi e il palato.