venerdì 2 gennaio 2015

Panficato

Nella foto, un panficato per 4/6 persone, fatto con metà delle dosi indicate

Il panficato è un dolce di antiche origini. È trascorso quasi mezzo millennio da quando un episodio doloroso per l’Isola del Giglio dette luogo a questa dolcissima invenzione. Nel 1544 quasi tutta la popolazione gigliese fu sterminata o deportata dal pirata Cair Heddin, detto il Barbarossa. Ma l’isola, dopo varie vicissitudini, riuscì a risollevarsi da quel terribile saccheggio; fu grazie alla dominazione dei Medici che venne ripopolata, con l’immigrazione di altri toscani, ma soprattutto senesi, i quali, tra le altre cose, s’ingegnarono a riprodurre qualcosa di simile ai loro panforti o panpepati, tipici delle festività natalizie, utilizzando i prodotti del luogo. Nacque così nella parte più antica dell’isola, a Giglio Castello, il panficato, dove gli ingredienti principali sono i fichi secchi, neri, detti neruccioli, e le noci dell’isola.
Una ricetta standard non credo che esista; quasi ogni famiglia ha la sua, che differisce dalle altre per minimi particolari. Io ho fatto un mix di quelle che mi sono sembrate migliori. Ed ecco dunque l’ennesima ricetta del panficato, che pubblico oggi per l'uscita dell'Italia nel piatto dedicata alla "Frutta secca".

INGREDIENTI (per 8/12 persone)

10 fichi secchi
100 g di uvetta
100 g di gherigli di noci
100 g di mandorle (già pelate e leggermente tostate)
2 cucchiai di confettura di uva
100 g di cioccolato fondente
1 cucchiaio raso di cacao amaro
5 cucchiai rasi di farina 00
3 cucchiai rasi di zucchero semolato
2 cucchiaini rasi di cannella
Mezzo litro di vino rosso

PREPARAZIONE

Lasciare i fichi immersi nel vino per un giorno intero, strizzarli e tritarli.
Ammollare nel vino anche l’uvetta e strizzarla.
Tagliare a pezzetti noci e mandorle.
Grattugiare il cioccolato.
Impastare fichi, uvetta, noci, mandorle e cioccolato con confettura di uva, cacao, farina, zucchero e cannella.
Dare all’impasto la forma di una pagnottella e cuocerla in forno a 180° C per 30 minuti.
Lasciar raffreddare il panficato e, possibilmente, attendere un giorno intero prima di tagliarlo e gustarlo (se ci riuscite!).




http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Ed ecco le ricette con la frutta secca delle altre regioni.

Valle d'Aosta:

Piemonte: 

Trentino-Alto Adige:  
  


Lombardia: Amaretti lodigiani (Amareti ludesani)

  




Abruzzo:



Campania:

Basilicata:


Calabria:


Sardegna: