sabato 2 maggio 2015

Pan del pescatore



Siamo quel che mangiamo, ma io direi anche siamo dove mangiamo. È ben diverso preparare e consumare un pranzo fra le quattro mura di casa o in mezzo alla natura. Ora che la primavera sembra aver deciso di svegliarsi, ecco che il gruppo dell'Italia nel piatto si presenta con un panorama regionale di preparazioni adatte alla vita all'aria aperta, in particolare al pic nic. 

I toscani, come del resto moltissimi italiani, oltre ai tradizionali salumi e formaggi, accompagnano di solito le loro scampagnate con torte salate e dolci 'secchi', senza panna e creme che potrebbero impedirne una perfetta conservazione. Perché non pensare allora a un dolcetto mono-porzione che ha anche il vantaggio di evitare l'uso del coltello? 

È così che mi è venuto in mente il pan del pescatore, una sorta di biscottone che i pescatori si portavano dietro in gran quantità nel lungo periodo in cui stavano assenti da casa. Farina, zucchero, uova e burro sono nelle proporzioni giuste per renderlo abbastanza compatto da non lasciare troppe briciole, ma nello stesso tempo friabile. La presenza di uvetta, pinoli e mandorle ne fa un dolcetto gustoso e nutriente. È probabile che in origine si usasse il lievito per panificazione, invece che il lievito chimico per dolci. Resta il fatto che questo 'viatico' che le donne preparavano per le lunghe assenze dei loro uomini impegnati nella pesca, si conserva per molto tempo. Anche se si dovesse indurire un po', il suo sapore quasi quasi migliora.


Stranamente il pan del pescatore è tipico non solo di qualche località che si affaccia sul mare, ma anche della piana fiorentina. È vero però che una volta la pesca era molto sviluppata perfino nell'Arno. In altre regioni, invece, un dolce simile è sicuramente legato all'attività della pesca in mare. Penso alle Marche (biscotto del pescatore), alla Liguria (u pan du pescau, con lievito di birra, credo), al Veneto (dolce del pescatore), regioni dove comunque qualche variazione è possibile, come l'aggiunta di canditi e l'esclusione dei pinoli.

È stato proprio in Veneto che, circa un mese fa, trovandomi allo Slurp Expo di Schio per la premiazione di Ricettadok 2015 (1° premio!), ho notato una ciambellina che assomigliava molto al pan del pescatore toscano. Giro la confezione e che cosa leggo? Dolce del pescatore. Chiedo notizie e mi dicono che è tipico dell'isola di Burano. Gli ingredienti sono più o meno gli stessi, a parte i pinoli che, comunque, nella ricetta toscana sono facoltativi. Ed eccolo qua, il 'cugino' settentrionale del pan del pescatore toscano. Come vedete, è grande il doppio, ma il sapore è molto simile.


Non so con che cosa si accompagni nelle altre regioni. In Toscana si mangia così com'è oppure, per una maggiore carica di energia (e di gusto!), si completa con un bicchierino di Vin Santo o di Aleatico dell'isola dell'Elba. Potrebbe essere anche un ottimo dolcetto per la prima colazione, perché sta molto bene con latte, caffè, tè o cioccolata in tazza. Un'alternativa tutta nostrana all'anglo-americano muffin.

Ecco la semplicissima ricetta.

INGREDIENTI

300 g di farina 00
2 uova
120 g di zucchero
100 g di burro
75 g di uvetta
60 g di mandorle
30 g di pinoli
Mezza bustina di lievito per dolci
Un pizzico di sale
Un po' di latte, se necessario
Uovo sbattuto con latte o acqua e zucchero per spennellare

PREPARAZIONE

Si uniscono farina e lievito setacciati, zucchero e sale.
Si impasta il tutto con il burro morbido, poi le uova sbattute, i pinoli e l'uvetta ammollata e strizzata. A seconda delle stagioni e dell'umidità ambientale, potrebbe essere necessaria un'aggiunta di farina oppure di un po' di latte, per rendere l'impasto ben lavorabile.
Si devono creare 10 mucchietti rotondi, da disporre distanziati su una teglia ricoperta di carta forno.
Si spennellano di uovo sbattuto (o, se si preferisce, di uno sciroppo di acqua e zucchero) e si cospargono di mandorle intere o a scaglie, premendole leggermente.
Si fanno cuocere in forno a 190° C per circa 20/25 minuti. Nel caso che tendano a diventare molto scuri in superficie, si possono coprire.

Si possono rifinire anche con miele o gelatina di frutta.

Variante: ho sostituito la farina bianca con quella integrale e ho aggiunto solo mezzo cucchiaino di un potentissimo mix di spezie marocchine comprato da Tiger. Come ingredienti leggo: cannella, cardamomo, zenzero, curcuma, semi di senape, noce moscata, cumino, pepe, chiodi di garofano, chili, coriandolo, pimento (peperoncino?). Ecco la foto; il gusto aromaticissimo e piccante potete solo immaginarlo...




http://litalianelpiatto.blogspot.it/

Prima di concludere, diamo un'occhiata alle preparazioni per il pic nic fatte dalle altre regioni che partecipano a questa uscita…  all'aria aperta.

Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simona
  
Veneto: Cuor di mela

Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)

Liguria: Perline ripiene e polpettone di fagiolini
   

Toscana: Pan del pescatore

Umbria: Insalata di farro

Molise: Le Facenne

Lazio: Cheesecake fave e pecorino

Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana

Basilicata: Calzoni ripieni di carne: i Pastizzi

Puglia: La focaccia alla barese

Calabria: Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea

19 commenti:

  1. Che bello questo pane!!! Sai che proprio non lo conoscevo? Mi piace questa rubrica soprattutto perchè dietro ogni ricetta c'è una storia e questa è molto bella e particolare! Complimenti!

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  2. Da provare così ricco di profumi e sapori :)

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  3. Ho assaggiato diverse volte il pan del pescatore, e lo trovo un dolce buonissimo: semplice, rustico e semplicemente delizioso. I pescatori la sanno lunga, la sanno!!

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  4. mi piace questa rubrica mi fa scoprire ricette nuove!
    buona domenica
    Alice

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  5. Veramente buono Giovanna, le nostre gallette del marinaio non hanno niente a che fare!

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  6. Una ricetta di cui non sapevo nulla, buonissima e comoda da trasportare, perfetta per un pic nic!

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  7. Una ricetta ricca assolutamente da provare!

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  8. Con la nostra rubrica quante notizie si scoprono, per me e' sempre un piacere leggerti, Giovanna. Che dire di questo pane? Semplicemente goloso.

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  9. Posso dire che adoro girare l'Italia in questo modo.
    Anche questa è una ricetta da tenere tra quelle da provare ASSOLUTAMENTE.

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  10. Questo lo conosco, ho avuto la fortuna di mangiarlo, portatomi da un'amica da un viaggio! Buono, buono!

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  11. penso che questo pane non arrivi ad indurire, sicuramente finirebbe in pochissimo tempo, baci

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  12. bellissimi questi biscottoni e ne immagino la loro bontà.
    sempre interessante conoscere la storia che c'è dietro a ricette antiche come il tuo pan del pescatore!
    un bacione

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  13. Ma che meraviglia sono questi biscotti???? E' una delizia agli occhi e al palato...Io amo queste ricette---fa molto "toscana" bravissima!!!!

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  14. bello ed anche buonissimo!! e chi resiste??

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  15. Grazie a tutti per i commenti!

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  16. Da te Giovanna sempre bellissimi Post.Ottima ricetta.
    A presto

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  17. Grazie anche a te, Pasquale!

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  18. Il pimento non è peperoncino. Lo puoi trovare anche con il nome di pepe della Giamaica, è un pepe tecnicamente, ma va nelle preparazioni dolci.

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