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Torta di san Pietro (o torta dei due santi o torta garfagnina)

Oggi le blogger dell'Italia nel piatto pubblicano preparazioni culinarie che le varie tradizioni regionali dedicano ai santi patroni. Come rappresentante della Toscana, ho scelto la Torta di san Pietro, detta anche torta garfagnina perché è tipica di Castelnuovo di Garfagnana, un  comune in provincia di Lucca che a san Pietro, ma non solo, ha dedicato il suo Duomo. L'altro nome, torta dei due santi, deriva dal fatto che la festività di san Pietro ricorre lo stesso giorno in cui si celebra san Paolo, il 29 giugno.

Secondo il Vangelo di Matteo (16, 13-20), l'apostolo Simone, pescatore sul lago di Tiberiade, fu colui che alla domanda di Gesù «Voi chi dite che io sia?» dette la risposta giusta: «Tu sei il Cristo, il figlio del Dio vivente». Seguirono le ben note parole di Gesù che fece di lui il fondatore della Chiesa: «Beato te Simone [...] tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del Regno dei Cieli [...]». Ecco perché Pietro è considerato il primo Papa della storia ed ecco perché le chiavi compaiono in tante sue rappresentazioni pittoriche (e non solo), entrando poi a far parte del simbolo dello Stato del Vaticano.
 

Dopo la morte e la risurrezione di Gesù Cristo, Pietro torna alla sua barca e alle sue reti, ma il suo destino è segnato quando il Maestro gli appare chiedendogli di pascere il proprio gregge. Da qui inizia la missione di Pietro che diventa punto di riferimento dei primi seguaci di Cristo. A causa della sua predicazione e delle sue guarigioni miracolose, viene arrestato e rilasciato più volte, mentre intorno a lui cresce il consenso di molta gente. Dopo vari incontri con l'apostolo Paolo a Gerusalemme, i due si ritrovano infine a Roma. È qui che Pietro diventa guida della comunità cristiana. Imprigionato durante la persecuzione dell'imperatore Nerone, fu crocifisso (a testa in giù per sua stessa richiesta) nel circo di Nerone sul colle Vaticano il 29 giugno del 67 d.C. Nello stesso giorno Paolo, condannato a morte dal tribunale romano, fu decapitato. A loro ricordo furono erette la Basilica di San Pietro e la Basilica di San Paolo fuori le Mura. I due santi, oltre che patroni di Roma, lo sono anche di altre località italiane, tra le quali, come ho detto sopra, Castelnuovo di Garfagnana.
 

La ricetta della torta grafagnina che viene preparata in occasione della festività del 29 giugno (ma non solo) è molto semplice; con pochi ingredienti, farina, tuorli d’uovo, zucchero e burro, si prepara un friabile guscio di frolla che si farcisce con un gustoso ripieno fatto di mandorle pelate tritate finissime, zucchero, albumi e un liquore, il Sassolino.
 
Ho tratto la ricetta da una raccolta di Ezio Lucchesi, che è stato amministratore del gruppo Facebook "Mi mà cucinava così" ed è purtroppo scomparso improvvisamente due anni fa. Dedico a lui questo post.

Nella lista degli ingredienti indico tra parentesi qualche mia piccola variazione.

I cenni sulla vita di san Pietro sono tratti dal sito Vatican News.
Le foto di passi in cui viene nominato San Pietro sono da pagine di un Breviarum romanum stampato a Venezia nel 1774.
 
INGREDIENTI
 
Per la pasta frolla  
300 g di farina
150 g di zucchero (io 100 g di zucchero finissimo) 
100 g di burro
3 tuorli d'uovo
Scorza grattugiata di un limone
1 pizzico di sale (aggiunta mia, perché esalta la dolcezza)

Per il ripieno
300 g di mandorle pelate e tritate finissime (io 300 g di farina di mandorle)
300 g di zucchero (io 200 g)
3 albumi appena sbattuti
Mezzo bicchierino di Sassolino, Rum, o Cognac
Semi di un baccello di vaniglia (aggiunta mia)

PROCEDIMENTO

– Impastare gli ingredienti della pasta frolla, formare un panetto e farlo riposare mezz'ora in frigorifero avvolto con la pellicola da cucina.
– Preparare il ripeno amalgamando bene gli altri ingredienti.
– Stendere la pasta frolla fino a uno spessore di 4 mm. Rivestire una teglia da crostata, imburrata e infarinata, con la pasta, lasciandone un terzo per la decorazione a griglia. Farcire con il ripieno fino a un'altezza di 2 cm  e sovrappore le strisce di frolla. C'è chi non sovrappone nessuna griglia e c'è chi invece ricopre la torta con uno strato leggero di frolla bucherellata con una forchetta.
– Cuocere in forno a 180° C per 45 minuti.

Ecco come la torta senza griglia potrebbe essere servita: con cioccolato fondente fuso insieme al latte. Per 100 g di cioccolato fondente, 50 g di latte. 
 

Vediamo ora una carrellata di preparazioni dedicate a santi patroni regionali. 

 
Trentino-Alto Adige.  Pane dolce di San Vigilio 
Campania. Spaghetti alla Gennaro  

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Commenti

  1. Post davvero molto interessante e che dire?! E' sicuramente una torta da provare!

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  2. Che perfezione questa torta, deve essere molto, molto buona!

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  3. È una meraviglia questa torta, bellissima e sicuramante anche molto buona.

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  4. questa me la segno, va provata assolutamente! Deve essere ottima!

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  5. Da provare questa torta! Il liquore non lo conoscevo, sono andata a leggere in rete di cosa si trattava. Particolare.

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  6. Questa torta è certamente una vera leccornia! Da provare!
    Baci,
    Mary

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